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COME FARE UNA FUSIONE PERFETTA
Spesso le operazioni di merger and acquisition non funzionano. Perchè...
Suzy e Jack Welch, rispondono per il Mondo
Le mosse giuste dopo il M&A Domanda. Qual è il giusto tempo necessario per concludere fusioni e acquisizioni? Come ci si prepara all’integrazione? Che cosa fareste nei primi 30 giorni dopo la chiusura dell’accordo? Lorenzo Mauli (Verona)
Risposta. O, in altre parole, come si fa a non combinare un pasticcio in caso di M&A? anche se la crescita organica viene esaltata più facilmente dai media e sicuramente richiede meno fatica, per non dire rischio, l’M&A rimane lo strumento più veloce e più potente che un’azienda può usare per cambiare il suo gioco competitivo. Ma, come la sua domande suggerisce, non esiste un libro di regole per l’M&A. Sono cinquant’anni che nel mondo avvengono a ritmo intenso fusioni e acquisizioni e ci sarebbero migliaia di esempi da cui imparare, eppure le aziende ancora compiono errori grossolani, non riuscendo, fin troppo spesso, a rendersi conto dei vantaggi che un’operazione del genere può portare. Oltre a questo, molte persone che passano attraverso la parte A (acquisizione) del processo sostengono che essere acquisiti è un po’ come morire e che le loro vite ne sono state stravolte. Ciononostante, nessuna azienda dovrebbe sottrarsi a un M&A e non sembra che lei voglia far questo. Ecco dunque la nostra lista di regole per evitare le sei insidie più comuni di fusioni e acquisizioni.
1. Attenzione alla fusione tra uguali. L’idea è nobile, ma in realtà è un pasticcio. La ragione sta tutta nella premessa. Se le aziende che si fondono sono davvero proprio uguali, ci si chiede, perchè l’una dovrebbe adottare le pratiche, politiche, persone, eccetera, dell’altra? Le fusioni tra uguali tipicamente si sfasciano per questo motivo, perchè i team passano mesi a litigare su chi deve comandare.
2. Le aziende che si uniscono devono avere in comune non solo la strategia, ma, altrettanto se non più importante, la cultura. Ovvero: è entusiasmante quando una fusione o acquisizione sembra funzionare perfettamente in termini di prodotti, tecnologie, e cifre. Ma si rivelerà un disastro se le due aziende lavorano seguendo valori nettamente diversi. Il fatto è che alcune culture semplicemente anziché fondersi creano una miscela esplosiva.
3. Via a gambe levate se cadete dalla posizione di comando a quella di sottomissione. A volte un acquirente vuole un’azienda così tanto che comincia a fare concessioni sui concessioni e tra il momento in cui le trattative iniziano e quello in cui finiscono, succede che l’azienda acquisita è diventata praticamente quella che comanda. Non mettetevi in una posizione in cui vi chiedete: “Perchè ho sborsato così tanti soldi per qualcosa che non possiedo veramente?”.
4. Per citare l’angelo Gabriele: “Non abbiate paura”. Quando si parla di integrazione, l’audacia è l’approccio più sensato. In teoria, il processo di integrazione dovrebbe essere completo al momento della chiusura dell’accordo e certamente dovrebbe esserlo 90 giorni dopo; altrimenti l’incertezza può trapassare nell’inerzia, o, peggio ancora, nella paura ed entrambe smorzano il morale e rendono più difficile il buon funzionamento dell’azienda.
5. Non soccombete alla “Sindrome del conquistatore” entrando a marce forzate nel vostro nuovo territorio e installando le vostre persone in ogni ufficio. Una delle ragioni principali per cui si fanno le M&A è di avere il doppio del talento tra cui scegliere. Certamente, gli acquirenti vogliono restare leali verso i loro colleghi, ma per far crescere e prosperare la nuova azienda, c’è bisogno del team migliore, anche se questo significa lasciar andare qualcuno del proprio staff.
6. No pagate troppo. Non parliamo del 5%; quello sarà compensato alla fine se l’accordo funziona davvero. Noi intendiamo i premi del 20 o 30%, che si vedono fin troppo spesso. Colpa del “furore del momento”, della frenesia delle negoziazioni alimentata dagli offerenti in competizione e dalle banche di investimento. Ricordatevi che non esiste l’ultima migliore offerta; solo il desiderio sovraeccitato la fa sembrare tale.
Ora, ci rendiamo conto che sei trappole sono tante da evitare, specialmente nel turbinio che precede un accordo. Ma se uno cade in una o due di queste insidie lungo la strada, deve essere pronto a riconoscere l’errore e a tirarsene fuori. La crescita organica va bene, ma un’operazione di M&A può aggiungere una vera arma letale nel proprio arsenale di crescita.
Tratto da il Mondo del 27.10.2006
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