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È MOLTO MEGLIO PARLARSI CHIARO
Suzy e Jack Welch rispondono alle domande per il Mondo
Domanda. Ho preso di recente il master in business administration e sono stato appena nominato manager. Credo nella schiettezza, ma ho paura a usarla in ufficio perchè la maggior parte dei miei dipendenti diretti ha il doppio della mia età. Pierre Foucault (Nante) Risposta. Forse non si sentirà a suo agio a mostrarsi schietto con persone che le sembrano i suoi genitori, ma stia sicuro che gli anziano odiano il gergo, l’ambiguità e le mezze verità tanto quanto lei. Anzi, avendo dovuto sopportare tutte queste cose al lavoro per decenni, molto probabilmente applaudiranno i suoi sforzi di essere diretto, soprattutto dopo che sarà passato lo shock del primo momento, abbiamo detto shock perchè, senza dubbio, ci sarà un periodo duro di adattamento una volta che comincerà a parlare in maniera diretta e onesta del rendimento e dei risultati. Non importa l’età, la maggior parte delle persone non c’è abituata. Ma lei scelta ugualmente la schiettezza: alla fine, funziona sempre e rende il lavoro migliore. Una volta liberato dei messaggi a doppio senso e delle false valutazioni della performance, un team invariabilmente diventa più veloce, più creativo e più produttivo. E poi, francamente, la schiettezza è il suo compito. Ora che è diventato manager, è suo dovere far sapere a tutti quelli che lavorano per lei esattamente come stanno le cose. È così che potrà costruire la squadra migliore, e vincere. La sua domanda, tra l’altro, non è affatto inconsueta. Abbiamo sentito tutte le scuse possibili per evitare la schiettezza: in Giappone va contro le regole della buona educazione, in Svezia è contro l’egualitarismo. Ma quella dell’età è di gran lunga la ragione più comune di imbarazzo. Se ne liberi. Alcuni dei più “anziani” potranno anche opporre delle obiezioni all’inizio, ma i migliori aspettano da più di quanto le immagini l’era del “parlarsi chiaro”. Fonte: il Mondo del 12 maggio 2006
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